TRADUTTORE

BENVENUTO

Chievo , Dicembre 2007
Ciao, benvenuto nel mio blog!
Mi chiamo Annamaria, ho 49 anni (purtroppo) di professione architetto, sono un tantino "fuori" di testa e stò lottando con tutte le mie forze contro uno stronzissimo cancro del sangue, che mi vorrebbe eliminare!
Non ti spaventare, il cancro non è contagioso, ed io voglio dimostrare che si può vivere a 360 gradi, anche con un cancro, o perlomeno provarci!
E senza lagnarsi e farsi compatire (se non quel tanto che basta per ottenere delle cose che altrimenti ci sarebbero negate...insomma, già che ci siamo perchè non approffittarne?)
E come disse Freddie "[...] ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da vivere."(Ultima intervista di Freddie Mercury, 1991).
Amen

Informazioni personali

La mia foto
Vivo a Chievo, (VR) e sono felicemente sposata da 17 anni con Giggino. Niente figli ma abbiamo tre gatti, che comunque non mi chiamano "mamma" (i figli son figli ed i gatti son gatti! Mica sono scema!). Ho anche UN MIELOMA sviluppatosi a causa della GAMMOPATIA MONOCLONALE! Lo scopo del mio blog, è quello di INFORMARE sulle cure e dimostrare che anche con un CANCRO si può vivere in maniera decorosa!! Cerco di vedere il lato "ironico" della situazione anche se, in effetti, a volte risulta un tantino difficile.... Meglio "riderci sopra" che frignare dalla mattina alla sera! Tanto, cosa cambierebbe? Che Giggino si trovebbe un'altra...ancor prima di restare vedovo! e non è proprio il caso.. anche se, a dire il vero, gli ho già proposto un paio di donzelle!
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ACQUARELLO

ACQUARELLO

domenica 11 maggio 2008

IL DOTTOR X

Il mio amato fratellino SERGIO, (per modo di dire, fratellino visto che aveva 12 anni più di me ed era alto oltre il metro e novanta), ve lo descriverò meglio in seguito, ha trascorso molto tempo in ospedale.
E, chiaramente, la sua famiglia ed io, abbiamo trascorso molto tempo in ospedale accanto a lui.
Tanto per restare in argomento SANITA’ e dintorni, prima di procedere con gli elogi della stessa (doverosi, nel caso di specie, come capirete in seguito), vi volevo raccontare una storia e togliermi un peso che ho sulla coscienza, e sullo stomaco, una volta per tutte.
Nel suo lungo pellegrinaggio da un ospedale all’altro, in particolare, il mio amato fratellino, ha passato un certo lasso di tempo (evidentemente troppo) in un certo reparto, in una certa città, sotto le cure di un certo dottor X.
Ed ancora adesso, quando ripenso a quel certo dottor X, mi girano le palle come delle eliche.
Perché era un vero stronzo. Uno di quelli che vi auguro di non incontrare mai. Uno di quelli che non so perché facesse quel mestiere, se non per i soldi […] (omissis perché, rileggendo, mi sono accorta che avevo davvero esagerato….)
L’unico, che è riuscito nell’eroica impresa di fare piangere mio fratello, trasferito dalla “sua” camera di competenza, con trasfusione attaccata e flebo e 40 di febbre, poiché “paziente a lui non gradito” e candidato all'obitorio, scaricato pertanto nella camera di competenza di un altro medico (anche questo te lo raccomando).
Insomma, proprio un bel repartino di merda.
Tanto premesso, dopo un anno circa dagli eventi sopra descritti, un giorno mi trovavo nell’anticamera del mio medico di famiglia, quasi coetaneo, belloccio e simpatico (e vi dirò di più, anche sufficientemente competente) e stavo chiacchierando con una signora, in attesa del mio turno per entrare.
La signora, vedova, aveva condiviso con me l’esperienza di frequentazione del summenzionato reparto e del summenzionato dottore.
E se io ero un tantino risentita, lei era una vera e propria iena, tanto che mi disse: “Ha sentito che è morto il dottor X?”
“Si” le risposi io.
“E lei lo sa perché è morto?”
“No” le dissi io.
“Bene, glielo dico io perché è morto: è morto per tutte le maledizioni che gli ho mandato io!!!”.
“Mio Dio signora” le dissi infinitamente sollevata “sapesse che piacere che mi fa sentire queste sue parole!!!! Perché vede, avevo paura che fosse morto a causa di quelle che gli avevo mandato io!”.
Alleggerita di una decina di chili, sono quindi entrata dal mio medico e gli ho raccontato quanto avevo appreso.
Mi ricordo che lui disse: “Hei, signore, con me tutto bene vero?”.
Caro dottor x, sono passati oltre dieci anni: i tuoi parenti ti ricorderanno con “immutato affetto”, non me ne volere se io ti ricordo con “immutato giramento di coglioni!”.
Olè

A PROPOSITO DELLA SANITA'

Stanotte, dal momento che come al solito ero un tantino insonne (alla facciazza del talidomide che bevo tutte le sere e che sarebbe nato come sonnifero) all'improvviso, mi si è chiarito tutto!!
Perchè sta frenesia di scrivere tutte stè puttanate?
Perchè rendere partecipi gli altri di alcune esperienze del passato e del presente, che magari a loro non gliene frega un emerito cazzo?
E poi, l'ILLUMINAZIONE!!!!!!!!!!!!
Vuoi mica vedere che questo è una sorta di una specie di testamento?
Il primo, o quasi, della serie on-line?
In ogni modo e tanto premesso, dopo una breve ma intensa consultazione con Giggino, ho deciso di adoperarmi e rendervi partecipi di alcuni episodi accaduti nel tempo, inerenti la SANITA’ in Italia, o perlomeno è così che la chiamano.
Vi anticipo, che posterò anche qualcosa inerente alla vera SANITA’, più avanti, così non vi scoraggiate.
Ogni riferimento a luoghi e persone è del tutto vero ma, per ovvi motivi, non userò i nomi e cognomi, primo perché non ho voglia di intraprendere una causa civile che sono due palle, poi perché tanto sono convinta che non serva a niente.
Allora, inizierò togliendomi il primo sassolino dalla scarpa, raccontando cosa è successo nel reparto di geriatria di un certo ospedale in un certo anno ad una certa persona….
La mia cara mammina (si fa per dire, perché era oltre i 100 kg), era ricoverata in reparto, tanto per cambiare.
Io, da brava figliuola, la stavo “assistendo” amorevolmente. Era ancora in grado di camminare e di sparare puttanate, quindi saranno stati circa 15 anni fa.
Era tarda mattinata, quando all’improvviso dal corridoio giunse una voce che diceva: “AIUTO, MORO, MORO……DOTOR EL ME AIUTA, MORO, MORO!!!!” (traduzione per i non-padani- AIUTO MUOIO, MUOIO…..DOTTORE MI AIUTI, MUOIO, MUOIO!!!!”)
Lo spavento, mi portò a precipitarmi, insieme ad un tot di gente, in corridoio giusto in tempo per vedere un’infermiera molto giovane e molto “in carne”, avviarsi a passo di marcia verso una delle tante camerate, dove si trovavano e aimè, si trovano ancora, circa sei letti.
L’infermiera in carne, aveva una faccia ed un ceffo, che non promettevano niente di buono!
Infatti, sentii che gridava alla signora “INSOMMA, EL DOTOR L’E’ SA’ VEGNUO, LA SE META CHIETA CHE NO LA GA’ NIENTE” (trad. “Insomma, si tranquillizzi, il dottore l’ha già visitata ed ha statuito che lei non ha nulla!!!!).
E anche se la signora continuava ad urlare, “AIUTO, MORO, MORO, MORO…”, dopo l’intervento dell’infermiera in carne, mi sentii rincuorata, e me ne ritornai in camera della mammina, per cercare di farmi un piattino di cazzi miei (nà volta tanto).
Dopo una mezz’oretta circa, mi recai con la mammina agli ascensori perché era giunto il momento di tornarmene a casa. Passando davanti alla camera della SIGNORA, fui nuovamente richiamata dalle sue grida, anche se a dire il vero, cominciava ad avere un po’ meno potenza vocale.
E ci si presentò davanti codesta, indimenticabile scena: (se chiudo gli occhi la vedo ancora) una bella SIGNORA, capelli scuri raccolti in uno chignon giaceva seduta a letto, evidentemente impossibilitata alla deambulazione, nonostante l’apparenza davvero giovanile. Il campanello di chiamata per le richieste di soccorso, era stato spostato dal suo letto ad una distanza tale che ella non potesse arrivarci. Allora mi ricordo che chiesi alle vicine di letto, una per parte lei era in mezzo, se lo avessero fatto di proposito perché continuava a chiamare, salvo accorgermi quasi subito che stavo parlando, probabilmente, con due alzheimer, che mi stavano guardando sorridendo beate ed un tantino assenti, per non dire del tutto rincoglionite.
La mia mammina, che era una gran signora, disse. “Bhè, me ne frego, mi el campanel lo sono stesso!” (Non mi interessa, io suono il campanello e chiamo aiuto).
E così fece e ci allontanammo di corsa (si fa per dire) lasciando la SIGNORA alle cure mediche specialistiche.
Fine della prima parte della storia.
Quella sera, tornai dalla mammina.
Stava discretamente ma mi raccontò, però, di un episodio che l’aveva turbata nel tardo pomeriggio, quando aveva accompagnato mio papà che era andoto a trovarla, agli ascensori.
All’andata, dal corridoio, aveva indicato a mio papà, la sistemazione di una signora nel letto, che dormiva come era solita fare lei, con le mani aggrappate alle sbarre laterali del letto. Lei, anche se non aveva bisogno delle sbarre laterali, le teneva alzate per paura di cadere, essendo abituata a dormire in un letto matrimoniale. E, come l’altra paziente, soleva dormire su un fianco, con le mani aggrappate alle stesse.
Al ritorno, aveva visto un gran casino intorno alla camera ed aveva visto che gli infermieri ed i dottori stavano adoperandosi nel tentativo di staccare le mani della signora dalle sbarre, signora che evidentemente, era già STENCA da un tot di tempo, visto che era già intervenuto il così detto “rigor mortis” (Subito dopo la morte i muscoli del corpo sono flaccidi, ma dopo un periodo di circa 1-3 ore iniziano a contrarsi e ad irrigidirsi, rimanendo in quello stato).
E la mammina, comprensibilmente, era rimasta un tantino scossa dalla scena.
Fu mentre me la stava raccontando che le dissi “Cazzo, ma non sarà mica stata la SIGNORA che urlava stamattina, vero????”.
Oddio, mi ricordo che uscimmo di corsa e insieme dalla camera e che ci recammo in quella dove avevamo soccorso la mattina la SIGNORA, e quello che trovammo fu un letto vuoto, rifatto, in attesa di una nuova paziente.
La mattina dopo, non riuscii proprio a trattenermi e dissi all’infermiera in carne, giovane, stronza e con una gran faccia di culo “Certo che la SIGNORA che urlava ieri, è stata proprio di parola!”
RISPOSTA dell'infermiera in carne: “HA AVUTO UN TRACOLLO IMPROVVISO”
“HA AVUTO UN TRACOLLO IMPROVVISO”
“HA AVUTO UN TRACOLLO IMPROVVISO”
“HA AVUTO UN TRACOLLO IMPROVVISO”
“HA AVUTO UN TRACOLLO IMPROVVISO”
Vi rendete conto?
Aveva urlato "MORO, MORO, MORO" per ore, le avevano impedito fisicamente di chiamare aiuto allontanandole il campanello all’uopo installato, e l’infermiera in carne mi disse che aveva avuto “UN TRACOLLO IMPROVVISO”!!!!!!!!!!!!!
Un TRACOLLO IMPROVVISO, stò par de balle!!!!!
Mi consola e mi consolò solo una cosa: la certezza che i parenti, visto che non erano presenti e manco so e saprò mai se esistessero, non verranno a conoscenza delle vere modalità di accadimento del "TRACOLLO IMPROVVISO" della loro cara congiunta!
Amen

venerdì 9 maggio 2008

PREVENZIONE SCACCIASFIGA

Ve lo dice una malata tumorale.
La prevenzione innanzitutto.
Ma mi riferisco alla "prevenzione scacciasfiga".
Lo sò, Umberto Veronesi ed altri, si incazzerebbero molto a sentirmi parlare così. E' che a me i dottori e gli ospedali, in sè, non piacciono proprio.
Stì camici bianchi o verdini, la puzza di disinfettante, le padelle, i cateteri, le iniezioni, i clisteri, le flebo...
Diodellamadonna che palle!
Io ricorro alle loro prestazioni quando, come si dice dalle mie parti "l'acqua la toca el cul!"...
Ed è inutile che qualche saccente pensi "anvedi stà cretina, forse se ti fossi fatta vedere prima, magari adesso staresti meglio!"
"Se mi fossi fatta vedere prima, stò par de balè!"
Nel 2005, estate, sono stata quattro settimane, dico quattro lunghe, calde, merdose settimane in otorinolaringoiaria e mi hanno passato al setaccio da capo a piedi.
Si erano accorti che ero portatrice "sana" della GAMMOPATIA MONOCLONALE.
Ma quale portatrice "sana" del menga!
Avevo già un buco nell'osso, solo che la visita ortopedica è saltata perchè erano troppo occupati in reparto...
Così il buco nell'osso sacro ha raggiunto le attuali dimensioni.
Allora, mi domando, cosa ci sono andata a fare in ospedale se i medici non si sono accorti di cosa avessi?
Non era meglio se me ne stavo a casa mia?
Cosa avrei dovuto dire l'anno scorso, quando l'Ematologo mi ha detto "Ma lei, con la GAMMOPATIA MONOCLONALE, non si è mai fatta vedere da noi?"
"E che cavolo ne sapevo io se non me lo dicono i medici, perbacco, che mi dovevo far vedere in ematologia?"
Insomma, siccome l'estate mi porta sempre sfiga, stavolta non mi faccio fregare: ho già pronta la valigia.
Con tanti bei pigiamini coordinati con le tutine (così evito che mi comprino un pigiama come è successo l'anno scorso, a rigone gialle e nere orizzontali, tipo ape maia).
Così se mi spunta qualche altro tumore, stavolta lo prendo in contropiede, perchè sono già pronta!
Si chiama "prevenzione scaccisfiga" e consiste nell'investire una cifra, esigua, di Euri in pigiami e biancheria, nella speranza, ovvia, una volta tanto di non usarli.
E poi, permettetemi un'osservazione al padreterno: "Cavoli, ma non potevi farci un pò meno incasinati? Tutti stì metri di intestino, stì organi, stì ossi buchi! Per farci felici bastavano due occhi, due orecchi, un naso, nà bocca, un tubo digerente diritto, un buco per l'evacuazione (e qualche altro dettaglio).
Una bicicletta e via, tutti felici verso nuove meravigliose avventure!

PS: Ovviamente stavo scherzando. La prevenzione, prima di tutto. Basta solo avere culo ed affidarsi a dei medici competenti! Che altro!

LA GEOGRAFIA, QUESTA SCONOSCIUTA

Premetto che ho sempre superato "brillantemente" le varie tappe scolastiche, dalla maturità artistica con 56/60 sino a giungere, nel lontano 1984 ad una laurea(sudata) a 25 anni (2 anni scarsi fuori corso, ma lavoravo) con 110/110, in Architettura a Venezia. Mancava solo la lode. Pazienza.
Questo, solo per farvi capire, che avere una laurea non significa essere particolarmente intelligenti. Infatti, io, nel tempo, ho avuto molti riscontri in tal senso.
Giggino, che mi ama tanto tanto, per consolarmi a volte dice che sono "scollegata"; a me pare proprio, invece, di essere a volte particolarmente "deficiente" (nel senso che deficito di qualcosa, nello specifico di nozioni culturali, di velocità di calcolo e/o di intelligenza).
E adesso ve lo dimostro (per chi mi conosce, ovvio, non ce n'è bisogno).
Il fatto che qualcuno possa pensare di me, che sono un tantino tonta, mi fa semplicemente un baffo.
Sono altre le cose che mi interessano nella vita (ad esempio, sono ancora incazzata con la Maria Cristina Tittin, che all'età di 8/9 anni circa, si era rivolta a me, apostrofandomi con il nome di "fata muccona"(a causa della mia prematura prosperità, concretizzatasi con una quarta coppa D).
Insomma, la geografia, in particolare, (insieme alla matematica), non sono mai state il mio forte.
E sì, che non ritengo serva essere particolarmente intelligenti per comprendere i confini dell'Italia, o dove si trova il Madagascar.
Si tratta di studiare, applicarsi, incuriosirsi, viaggiare anche virtualmente (Giggino, per stimolarmi, mi ha anche regalato due mappamondi!).
Ma io proprio sono restia, mi pare una materia insulsa.
Se voglio sapere dove è una nazione, prendo l’atlante on-line e lo vedo. (tra un po’ si vedranno anche le persone che mangiano all’interno della casa posta nella via della città di nonosodove).
Ero in primo banco, che chiacchieravo con la mia compagna di classe di nome Lorella, era l’ora di geografia e la Professoressa Lanolini, stava spiegando l’Africa.
Mancavano solo 5 minuti alla campana. Ma si vede che Lorella ed io, avevamo veramente un tantino esagerato con le chiacchiere.
E la Profe si era incazzata a tal punto da chiamarmi alla cattedra per interrogarmi su quello che stava spiegando.
Ed io ero andata nel pallone.
O, come dice Giggino, mi ero “scollegata” (che vada in trance?).
E quando Lei mi chiese “Cosa c’è vicino al Rio delle Amazzoni?”, cogliendo al volo il suggerimento di una compagna di classe mia omonima, dissi: “IL DESERTO!”
Diodellamadonna, come mi sia uscita una simile bestialità, me lo sto ancora domandando!
Il deserto vicino al rio delle Amazzoni!
Il deserto al posto della foresta tropicale!
Roba da 4, ed al posto con le orecchie basse, basse.
A dire il vero, più che ignoranza in geografia, la bestialità che avevo detto alla Profe assomigliava a squilibrio mentale in fase di età dello sviluppo. (adesso, ci sarebbero i presupposti per presumere l’uso inconsulto di cannabis).
Non contenta, ovviamente del mio rendimento nella materia, mi applicai in seguito con una sorta di voracità, proprio nello studio della geografia. Ed in particolare, dell’Oceania.
Ed è lì, che ho dato il meglio di me stessa.
Avevo imparato tutto a memoria, parola per parola, salvo le virgole.
Così mi uscì una frase del tipo “In Australia ci sono molti cespugli spinosi ed allevamento di ovini”.
“Perché”, mi chiese la Profe, secondo me già un tantino prevenuta, “gli ovini mangiano i cespugli spinosi?”
“Certo che no!”, le risposi prontamente, credendo chiusa per sempre la questione dell’approvvigionamento degli animali.
Ed invece eravamo solo l’inizio.
Come le sia venuta in mente la seguente domanda, ancora oggi, a distanza di 35 anni, me lo chiedo, ma senza trovare una risposta soddisfacente. (adesso, ci sarebbero i presupposti per presumere l’uso inconsulto, da parte sua, di cannabis).
“Ma se io prendo una mucca (?) e la porto in un campo, la mucca mangia fino a quando è sazia, oppure mangia fino a che non scoppia?”
Forse mi “scollegai” (andata in trance?) nuovamente, fatto sta che elaborai tra me e me, il seguente ragionamento (o pseudo-tale in effetti): “Perché è passata dalle pecore alle mucche? Ci sarà un trucco? Vuoi vedere che le mucche sono così cretine che invece di mangiare fino ad un tot, sono senza fondo e poi ruminano pure quello che hanno mangiato e va a finire che stanno male e scoppiano?. Che se non arriva il contadino a portarle via fanno una brutta fine?
Così lo dissi, ebbene si, lo dissi “Mangiano sino a che non scoppiano!”
Altro 4, altro ritorno al posto con le orecchie basse, basse.

PS: ripensando a quelle cazzate che ho sparato, con la Profe di Italiano/storia/geografia, ancora un po’ mi vergogno. Soprattutto mi fa senso pensare all’eventuale esplosione delle mucche, con brandelli di carne in ogni dove, molto in sintonia però, con la produzione più pulp di Quentin Tarantino
Olè!

PS PS: ERRATA-CORRIGE - ATTENZIONE - ATTENZIONE!!!! UDITE-UDITE- Ieri parlando degli ovini e dei bovini con i miei suoceri ho appreso quanto segue:
1) mia suocera Miranda, anni 75 e di origini toscane, ha raccontato che quando da giovane portava al pascolo le pecore, doveva prestare molta attenzione a che non mangiassero troppe castagne, dolci ed invitanti per le stesse.
Le castagne, fermentavano in pancia le pecore si gonfiavano e morivano;
2) stessa cosa accadeva alle mucche, mi ha raccontato mio suocero Ettore, 82 anni, se mangiavano troppa erba medica/trifogli. Nel caso, si gonfiavano ed il contadino interveniva nel tentativo di salvarle con una specie di perforazione per far uscire l'aria. Altrimenti morivano, In un certo senso..."SCOPPIAVANO"...
Chissà se la mia profe è ancora viva... E se la chiamassi poi, servirebbe a qualcosa?
Mi basta la soddisfazione personale...
E mi spiace per le pecore e le mucche, ovviamente.

PS3 ERRATA CORRIGE!!!!!!!
Come mi ha fatto notare Silvietta, il Rio Delle Amazzoni, non si trova in Africa ma, pare in Sud America. A meno che non lo abbiano spostato di recente, questa è un'ulteriore riprova che di geografia proprio non ci capisco un emerito cazzo!

A PROPOSITO DEI PARCHEGGI

Sono molto contenta che in Italia non esista il porto d'armi!
Perchè, diciamocelo, a chi non è mai venuta voglia di sparare alle gomme di quel deficiente che sorpassa a destra la colonna di noi ebeti, tutti belli ordinati in fila?
A chi non è mai venuto l'impulso irrefrenabile di piantare un bel proiettile nel centro della zucca di quell'altro deficiente che ti tallona a venti centimetri dal culo della macchina? (che se non fosse per lo ovvie conseguenze fisiche che ti si ritorcerebbero contro, ti verrebbe comunque una gran voglia di inchiodare, farti tamponare, così gli si spiattella il naso sul vetro anteriore della macchina, tanto hai sempre ragione e paga l'assicurazione).
Per non parlare dei parcheggi.
E' lì, siamo proprio all'apoteosi della demenza, è lì che ci sarebbero delle sparatorie.
Io sono della categoria delle ebeti.
Mi spiego: se vado in un parcheggio, aspetto, con pazienza,(magari coadiuvata dall'alprazolam) il mio turno, senza cercare di prevaricare gli altri automobilisti.
Invece ci sono sempre quelli avanti una cifra.
Che non vogliono fare la coda, che arrivano all'ultimo minuto e ti fregano il posto agoniato.
E' che oramai, almeno per quel che mi concerne, li riconosco subito, proprio dalla faccia.
Tanto premesso, sabato u.s., con la mia cognatina Nico, siamo andate al mercato dello stadio, a bordo della mia stupenda macchinina peugeout 1007 (quella che si aprono le porte come l'ascensore) rosso squillante (anche se il rosso adesso è fuori moda e fuori dal parlamento).
Era da un tot che non andavo al mercato ed ero felice e contenta con il cuore gonfio di amore per l'universo!
C'era, vista la bella giornata, un tot di gente ed un gran casino.
Ma da brava persona educata, mi sono posizionata dietro ad una macchina in attesa che un'altra macchina si spostasse per lasciarle il posto.
Saranno passati 10/15 minuti ed ecco che arriva LEI.
LA DEFICIENTE DI TURNO.
Quella che ce l'ha solo lei.
Quella che "guardacometiinculoilpostobruttastupidottachenonseialtro"!
La mia macchinetta è piuttosto altina (quasi un SUVino) e dallo specchietto retrovisore, ho assistito a tutta la scena.
La summenzionata SIGNORA, ha fatto scendere la Sua creatura, che avrà avuto una decina di anni, e l'ha inviata in missione di avanscoperta, alla ricerca di un posto da parcheggiare, da difendere a costo della vita (di persona personalmente).
Io ho seguito dall'alto del mio sedile la scena. Ed ho visto la creatura posizionarsi nell'altra parte del parcheggio, dove una macchina stava facendo manovra per uscire.
E così mi sono spostata, in modo da impedire alla SIGNORA di passare oltre, poiché avevo,giustamente, diritto di precedenza, visto il tempo di attesa trascorso.
La SIGNORA, non contenta, è scesa ed è venuta a bussare al mio finestrino, chiedendomi, con dolcezza debbo dire, di spostarmi perchè doveva passare.
"SIGNORA", le ho detto io, "lo so, Lei vuole passare, ma vede, non mi sposto perchè sto aspettando che il signore finisca la sua manovra", "inoltre, vorrei farLe presente che sono in coda da circa 15 minuti e quindi penso di avere diritto di parcheggiare nel posto dove LEI ha inviato Sua figlia, a tenerLe il posto".
"Senta, (un tantino seccata, la SIGNORA) faccia quello che le pare, ma mi faccia passare!"
"D'accordo SIGNORA, non Le spiacerà, quindi, se Le investo la figliuola!"
E, prima di lasciarLe il tempo di ribattere (cosa che senz'altro avrà fatto) sono passata oltre, ed ho fatto scendere mia cognata la quale è andata dalla creatura e le ha detto: "Qui parcheggiamo noi, siamo già d'accordo con tua madre!"
"Ah, vabbè" ha detto la creatura e si è allontanata sculettando.
Trovate che sia stata una cafona?
Sicuramente la SIGNORA, non avrà potuto godere appieno della meravigliosa giornata primaverile, perché, diciamocelo, un tantino gliele avrò fatte girare!
Almeno spero!
L’educazione, si vede anche dalle piccole cose, come dal parcheggio.
E' nei parcheggi che noi piccole donne-iena, diamo il meglio di noi.

PS: Se non è sufficientemente chiaro, siccome anche una mia amica vorrebbe fare la prendi-posto ai parcheggi, personalmente lo reputo molto maleducato.
Se una persona viaggia da sola, cosa deve fare, per parcheggiare, noleggiare una comparsa, una badante?


Un'alta volta, a Lerici, il DEFICIENTE di turno (uomo sportivo su mercedes con femmena libidinosa ed un tantino zoccola a bordo), è entrato contromano ed ha parcheggiato nel posto che si era appena liberato nell'unico parcheggio del paese, (adesso per andare a Lerici, è meglio prendere il treno) alla facciazza della lunga coda (5/6 macchine, tra le quali la nostra) che c'era dal lato opposto.
Tanto è stato lo stupore per sì tanta sfacciataggine, che rimanemmo tutti a bocca aperta. O quasi.
Io che difficilmente resto a bocca aperta (mi è successo 1/2 volte), fui l’unica ad avere avuto il coraggio di fare qualcosa. Anche se non servì a niente, o quasi (sperammo tutti insieme intensamente che la cena gli fosse andata un po’ di traverso).
Mi avvicinai, con una certa nonscalance, al finestrino dell’auto sportiva, e chiesi al fustacchione: “Scusi, ma non ha visto tutta quella bella coda di persone che attendono di parcheggiare la macchina in questo posto?”
“Bhè, intanto, in questo posto, la macchina ce l’ho messa io!”
“Sa cosa le dico signore? Per quanto mi concerne, e sono sicura che è lo stesso per tutti i sopraccitati automobilisti in coda, la SUA macchina del cazzo se la può infilare anche tranquillamente su per il culo!”.
Il fustacchione è rimasto molto interdetto, perché, immagino, non si sarebbe aspettato che dalla bocca di una donna, potesse uscire (parlo di una decina di anni fa) un gergo sì tanto volgare!
E poi, non avevo l’aspetto della donna “sboccata”.
O no?

Insomma, meglio non ci siano le armi a portata di mano.
Potrebbe essere una strage!
Amen

giovedì 8 maggio 2008

LA FINESTRA IN SOFFITTA

Tanto per farvi capire che alle volte si vuol vedere quello che si vuol vedere, vi racconto un altro episodio della mia infanzia, già noto a pochi intimi.
E' uno dei ricordi rimasti per mè, sino a non moltissimi anni orsono, come una specie di mistero sospeso nell'etere.
Ero sicurissima, a differenza di altri casi, di non essermelo sognato.
Una sera, in compagnia di mio papà Lorenzo, salimmo in soffitta alla quale allora si accedeva attraverso una botola nel solaio.
Per mè, ovviamente, tale incursione nel sottotetto, pieno di cianfrusaglie e ragnatele, fù una cosa bellissima.
Ma successe un episodio che mi sconvolse l'esistenza (si, non stò esagerando) per un tot di anni ed al quale, non seppi dare una logica spiegazione.
Fatto sta, che mio padre, guardando da una finestrella che c'era sul tetto, mi disse: "Guarda la casa della Maria, c'è sua mamma che sta dando da bere ai gerani!".
Ed io, vidi "mia zia, la sorella di mio papà e la mamma di mia cugina Maria, china di spalle, sui gerani, intenta ad accudirli amorevolmente, come era solita fare".
Fine della storia.
Niente di strano, apparentemente, in tutto ciò.
Se non per il semplice fatto che mia zia abita a circa 5 chilometri in linea d'aria da casa nostra. Quindi anche dalla summenzionata finestrella.
Pertanto, da quel momento in poi, per anni e anni, ho continuato a chiedermi come fosse stato possibile vedere la zia, dalla finestrella in soffitta, dandomi varie risposte più o meno demenziali:
- cannocchiale ad altissima potenza;
- rapimento alieno;
- cannabis;
- tranfert;
- varie.
E poi, così come tutto era nato, un bel giorno, tutto è tornato al suo posto.
Stavo per l'ennesima volta raccontando a mio padre in presenza di mia madre tale stupefacente episodio, quando tutto mi è crollato addosso!
Quante seghe mentali per nulla!
Mio padre aveva effettivamente detto: "Guarda la casa della Maria, c'è sua mamma che sta dando da bere ai gerani!".
Solo che la Maria alla quale lui si riferiva era la mia quasi coetanea vicina di casa.
Ed io ho visto SUA MADRE di schiena e non mia zia.
Anche se si assomigliavano, anche se le case pure si assomigliavano, anche se entrambe le genitrici amavano i gerani, io ho visto quello che ho voluto vedere.
Morale della favola: "Ero già rintronata da piccola".
amen

LA SIRENA DEL CARDI

Siccome sono in vena di ricordi, volevo mettere per iscritto uno dei sogni più strani e ricorrenti della mia lontana infanzia: quello della "sirena del Cardi".
Dovete sapere che vicino a casa mia, c'è una fabbrica di rimorchi che alle ore 13:00 in punto, suonava la sirena per avvertire gli operai della fine del turno lavorativo.
Il suono era piacevole (prima che mi si alterassero le frequenze medio-alte) ed era diventato un punto di riferimento, immagino, per tutta la comunità di Chievo (ebbene sì, abito a Chievo, e non è per tirarmela ma vuoi vedere che andiamo di nuovo a finire in serie A, alla facciazza di chi so io?).
Io mi trovavo (sono sicura stavolta che era un sogno, per ovvie ragioni che emergeranno in seguito) sullo scivolo a fianco della nostra casa, sempre in compagnia di mio nonno Angelo.
La "sirena del Cardi", era una specie di lunghissimo serpente che partiva dalla fabbrica e si allungava sino a casa nostra, sospeso per aria, ed eravamo diventati grandi amici.
Doveva quindi essere lunga circa 300 metri, ma era simpatica e non mi faceva paura (nel sogno, ovvio).
Una volta si era presentata, sempre alle ore 13:00, accompagnata dal suono diffuso dagli altoparlanti, con una sorta di maschera composta da naso-occhiali, come quelli che si usano per carnevale.
Ma io, che già allora ero "troppo" furba, mi accorsi subito dell'inganno e le dissi: "Ma va là, ti ho riconosciuto! Tu sei la sirena del Cardi!".
Lo so, penserete che è un sogno stupido.
Ma se pensate che il serpente ha dei riferimenti onirici psico-sessuali, provate ad immaginare quale carica erotica doveva contenere quel sogno, con una biscia lunga,(metro più, metro meno) ben 300 metri!
Amen

L'ALBERO DELLE MORTADELLE

Ci sono dei ricordi provenienti dalla mia lontana infanzia, che non sono mai riuscita e, aimè, mai riuscirò, a focalizzare completamente.
Siccome (lo so, non è bello iniziare una frase con siccome, ed è proprio per questo che inizio così)l'unica persona in grado di ragguagliarmi in tal senso, era mio nonno Angelo, passato a miglior vita una trentina di anni orsono, temo che tali ricordi, resteranno per sempre dei quesiti irrisolti.
Ed in un certo senso è proprio questo il bello.
Che le mortadelle (nel veronese le mortadelle sono le salcicce) non nascessero sugli alberi, contrariamente a quanto pensassi, lo appresi molto tempo fa.
Però, sono certa di essere andata, un pomeriggio, con nonno Angelo, in riva all'Adige, dove c'era una specie di foresta di alberi tipo pioppi ed arbusti vari.
E tra tali variegate specie vegetali, c'era una sorta di alberello, sarà stato alto un paio di metri, con i rami che partivano dabbasso, e con appese ad i rami delle mortadelle.
Anche se ero molto piccola, la cosa mi parve piuttosto strana, a riprova che già da allora non ero del tutto scema.
Fatto sta, che il nonno Angelo, raccolse le mortadelle e le portò a casa "per darle da mangiare ai conigli".
Vi faccio notare, per chi non lo sapesse, che notoriamente i conigli sono erbivori e dubito siano ghiotti di mortadelle.
Infatti, (lo so, non è bello iniziare una frase con infatti, ed è proprio per questo che inizio così), il primo grande dubbio che mi è sorto nella testolina, è stato questo:" Ma i conigli non mangiano la carne!".
Più avanti con gli anni, si è aggiunta la consapevolezza che non esistono alberi che producono mortadelle.
Ed allora (troppo tardi per chiedere spiegazioni al nonno Angelo), cosa ho visto in riva all'Adige?
Cos'erano quelle salcicce appese ai rami?
Poteva esistere qualche deficiente che avesse buttato delle mortadelle?
E se sì, se veramente qualcuno le avesse buttate (cosa assai improbabile) perchè nonno Angelo le aveva raccolte e le aveva portate ai conigli, che sicuramente non potevano appezzare?
Che si trattasse di un sogno?
Eppure mi sembrava e mi sembra tuttora, così reale!
E' bello però fantasticare su una cosa del passato remoto, sapendo di non cavare un ragno dal buco, chiudere gli occhi e rivedere il nonno Angelo, con la maglia di lana bordeaux e la carriola, insieme alla nipotina a spasso sulle rive dell'Adige, a caccia di alberi con le mortadelle.

venerdì 2 maggio 2008

QUELLA VOLTA DELLO ZIO RUNO

A proposito di funerali, memorabile è stato quello dello zio Runo.
Era l'estate di una decina di anni fà (non ricordo bene l'anno) e, tanto per cambiare, era ricoverata in ospedale, la mia cara mammina Natalina, al geriatrico. Faceva un caldo esagerato. Ed io ero un pò rintronata (più del solito).
Mio papà era andato a trovarla all'ospedale, era il primo pomeriggio.
Ricevetti una chiamata da mia cognata che mi disse: "ha telefonato tua cugina Ita, dicendo se qualcuno va ad aiutarla ad alzare lo zio Runo, perchè è caduto e lei e la badante non riescono ad sollevarlo (ovvio, essendo peso morto).
Allora, allertai il sant'uomo di Giggino che si recò velocemente (contrariamente alla sua natura) a prestare soccorsi.
Dopo un tot, mi chiamò e mi disse: "sai, lo zio Runo, è morto!".
"Cacchio" (faci io, vabbè non ho detto proprio cacchio ma quasi).
"Però, il problema non è tuo zio Runo, ma tua cugina Ita, perchè non vuole credere che sia morto, nonostante siano intervenuti quelli del 118, e ne abbiano constatato il decesso". "Continua a fargli il massaggio cardiaco (era una infermiera prima di andare in pensione) e sono molto preoccupato, vedi se riesci a trovare il dottor Figo perchè venga e la faccia ragionare".
Tanto detto, tanto fatto.
Prontamente chiamai il dottor Figo (medico di famiglia) il quale, una volta appresa da me la notizia,così commentò: " Eh, tè credo che l'è morto, con la polmonite sò fiola no là volù portarlo all'ospedal e par quanto riguarda gli antibiotici, neanche a parlarne...el minimo che podea tocarghe l'era quella de morir!" (trad. forse sarebbe stato meglio ricoverarlo prima che tirasse nà brena).
In ogni caso, il dott. Figo, effettuò un altro sopralluogo, riconstatando il decesso dello zio Runo, che aveva, comunque, la bellezza di oltre novant'anni!
A quel punto, Giggino, richiese il mio intervento, dal momento che nemmeno con due certificati medici di decesso, la cucina Ita, smise di praticargli il massaggio cardiaco.
Diodellamadonna, non dimenticherò mai la scena:lo zio Runo, maglia maniche lunghe di lana e mutandoni di lana, occhi azzurri bellissimi spalancati, stenco a bocca aperta, deposto su un materasso in una camera con le finestre chiuse, sigillate con il nastro adesivo, come nei film di Dario Argento.
E mia cugina Ita, china sopra il padre, che gli comprimeva il torace. Lo zio Runo, poveretto, ad ogni pressione sul torace, emetteva una sorta di rantolo, ovviamente non nella ricerca disperata di aria, ma semplicemente per una questione meccanica. Però faceva senso....
Nel tentativo di far rinsavire la cugina Ita (tempo sprecato) la invitai a cercare un degno vestito per il padre, in attesa di quello delle pompe funebri, sottolineando anche il fatto, che lo zio era proprio stenco e forse era meglio lasciarlo andare...
La cugina (mica stupida) mi propose:"Io cerco il vestito perchè sò dove mettere le mani, ma tu intanto prosegui con il massaggio cardiaco!".
Ovviamente, rifiutai la proposta.
Finalmente arrivarono quelli delle pompe funebri ed un'amica della cungina Ita.
Subito si adoperarono per arieggiare l'ambiente, onde evitare, testuali parole "che mora qualche altro" (dato il caldo afoso). La cugina Ita, aveva sigillato col nastro adesivo le finestre, appresi in seguito, per evitare pericolose correnti d'aria, molto nocive per la salute, a suo avviso, quando fuori ci sono 40 gradi.
Insomma, appena arrivata la sua amica, la guardò e le disse "L'è morto!" (era da due ore che glielo stavamo dicendo, della serie quello che dici tu mi entra da un'orecchio e mi esce dall'altro).
Finalmente, lo zio venne preso in consegna da quello delle pompe funebri e posto (lo appresi due giorni dopo, al funerale) in una sorta di cassa da morto-frigorifero.
E ce ne tornammo, Giggino ed io, un tantino scossi a casa nostra.
A mia madre non sapevo come dire che, il fratello di sua madre, era passato a miglior vita.
Così, per sdrammatizzare, la sera quando andai in ospedale le dissi:
"Madonna che caldo che fà oggi, ci saranno 40 gradi, ne sono successe di tutti i colori, si è rotta la lavatrice, la televisione e, per finirla, è persino morto lo zio Runo!".
Due giorni dopo, al funerale, l'apoteosi della demenza!
Eravamo nella camera ardente (mica c'era il fuoco perchè si chiama così?) e la cugina Ita, mi si avvicinò e mi disse ad un orecchio "Non sarà mica morte apparente, vero?"(lo zio era nel frigo da due giorni).
Non so, ma penso di averle detto, "No, non è morte apparente, è morte di un parente"
E poi, come nei film di Fellini, il trasporto della salma in chiesa.
Con la cugina attaccata al maniglione del carro funebre, dietro, a piedi.
E con quello che guidava il furgone che non se ne accorse. Ed accellerava. E la cugina Ita che non mollava la presa. E cominciava a correre. A correre. E rischiò di essere trascinata per strada.
Zio Runo, penso sarai comprensivo con me e non me ne vorrai, se quando ripenso al tuo funerale, mi viene ancora da ridere.....
Un bacio
Anna

QUEL MOTIVETTO CHE MI RITORNA IN MENTE

E' già la seconda mattina, l'altra è stato sabato scorso, che mi alzo canticchiando quella bella canzoncina che fà: "l'eterno riiiposo doonna alooro o signore e recchia meterna lala lara llalal....".
Adesso, che sono "fuori" è assodato, ma perchè io mi debba svegliare canticchiando "L'eterno riposo", nota canzone che accompagna le salme verso il loro ultimo tragitto, proprio resta un mistero...
La mente umana, il subconscio, la encefalopatia spungiforme da stress, il cambio di stagione, il cancro, il risotto con gli asparagi che ha fatto Giggino ieri sera sul tardi.... tutto può essere, perchè tutto ha un senso....
o no?

TORRE DEL LAGO

TORRE DEL LAGO

RITROVO TRA EX COMPAGNI DI LICEO

RITROVO TRA EX COMPAGNI DI LICEO
per i 50 anni di Flavio ed Annalisa...

Con Diana e Oscar

Con Diana e Oscar
splendidi figli di Gianni e Camilla...

CI SONO ANCORA

CI SONO ANCORA
con la collana in vetro di Murano ed argento, regalo dei colleghi..

LA MIA SCINTIGRAFIA DEL 09/08/2007.

LA MIA SCINTIGRAFIA DEL 09/08/2007.
Come potete vedere, quello indicato con la freccia è ALIEN (il mio buco sul sacro, PLASMOCITOMA S1-S3: è quello nero)

IO e....boh! non so chi sia...

IO e....boh!  non so chi sia...

Maggiolino nel piatto marocchino

Maggiolino nel piatto marocchino

Maggiolino non ci stà più

Maggiolino non ci stà più
nel piatto Marocchino!

ALCUNI MIEI DISEGNI NEL TEMPO

ALCUNI MIEI DISEGNI NEL TEMPO
Ciro Crillo

LA NICO COL GATTO

LA NICO COL GATTO

AUTORITRATTO CON BOTTICINO

AUTORITRATTO CON BOTTICINO

AUTORITRATTO DURANTE LA TERAPIA

AUTORITRATTO DURANTE LA TERAPIA
Ero un tantino incazzata. Si vede?

AUTORITRATTO DOPO LA RADIO ED IL DESAMETASONE

AUTORITRATTO DOPO LA RADIO ED IL DESAMETASONE
Si vede che sono un tantino sollevata

Carlotta....

Carlotta....
la micia di Arianna e Roby...

Coco

Coco

Per Mara....

Per Mara....

Maggiolino 2008

Maggiolino  2008
Ottobre

IN PRINCIPIO, QUANDO ERO MOLTO TRISTE

IN PRINCIPIO, QUANDO ERO MOLTO TRISTE

PENNARELLI E MATITE

PENNARELLI E MATITE

Particolare del 99

Particolare del 99

GATTI MISTI 2008

GATTI MISTI 2008

GATTO ROSSO

GATTO ROSSO

GATTO ROSSO

GATTO ROSSO
l'ho regalato a Loretta e Michele, l'ho disegnato adesso, di notte, con i pennarelli

GATTO DI NOVEMBRE

GATTO DI NOVEMBRE

ACQUARELLO

ACQUARELLO

TANTI GATTI

TANTI GATTI

ACQUARELLO

ACQUARELLO

ACQUARELLO

ACQUARELLO

PASTELLI

PASTELLI

ACQUARELLO E MATITE

ACQUARELLO E MATITE

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

A CHINA

A CHINA

Giggino stravaccato sul sofà

Giggino stravaccato sul sofà

Per le marmellate di Giggino (per le etichette dei vasetti)

Per le marmellate di Giggino (per le etichette dei vasetti)
Natale 2007. Traspare dallo sguardo dei micetti, la serenità dello spirito che si avvicina con devozione alle sante festività!!!! diodellamadonna, sembrano due iene! Vedi il subconscio..

acquarello

acquarello

Senza titolo

Senza titolo

Pennarelli e matite

Pennarelli e matite

Tempera su legno

Tempera su legno

Olio su tela

Olio su tela
A Giggino piace, mentre a mè fa schifo, perchè con i colori ad olio, sono proprio negata....

Particolare

Particolare
luna

Giggino

Giggino

Acquarello

Acquarello
Botticino

Particolare

Particolare
Pastrocchi con i pennarelli e le matite

Particolare

Particolare
Tempera su asse di legno

MADONNA

MADONNA
E' stato un esercizio di stile. Non è il mio genere...era per provare se sono capace di disegnare

Il nostro letto a Montereggio

Il nostro letto a Montereggio
Dipinto dalla stessa scrivete nel lontano 1993

BARBARA

BARBARA
la nipote, la figlia di mio fratello Sergio...quella che ha tre gatti, due cani, quattro cincillà..quella che ha una "passione" per gli animali...

GIGGINO

GIGGINO
il mio amore con la cravatta e la camicia che gli ho regalato io, con i suoi soldi!

LA NICO

LA NICO
quella gnocca di mia cognata

COMPLEANNA

COMPLEANNA
Il taglio della torta...(da sinistra) Mara, Loretta, io che frigno, Massimino e Silvietta (Citrato n. 2)

DOMENICA 26 OTTOBRE 2008

DOMENICA 26 OTTOBRE 2008
a passeggio a Peschiera

MAGGIOLINO

MAGGIOLINO
stonzettino

Occhi gialli

Occhi gialli
karma Chicca, madre/moglie di Cicciolinus, madre di Maggiolino...

Cicciolinus

Cicciolinus

maggiolino in semi-coma

maggiolino in semi-coma

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino
Il più bello della Via Perloso, nò balle!

2005

2005

2006

2006

Luglio 2008: a 4 anni di distanza dall'esordio della malattia

Luglio 2008: a 4 anni di distanza dall'esordio della malattia
Ad un anno esatto da quando mi si è bucato l'osso sacro! Il cimitero può attendere! Coraggio, tumorati di tutto il mondo, mettiamogliela in quel posto! Mieloma, ti conosco, ti vedo, ti stronco!!!!!!!! Bastardo vedremo chi la vince!

19 luglio 2008

19 luglio 2008
Anniversario di quando mi sono seduta sulla sedia e mi si è rotto l'osso sacro! per festeggiare cena a Vernazza

Gruppo di amici a Vernazza

Gruppo di amici a Vernazza

Coppia al mare

Coppia al mare
Giggino, il sant'uomo di mio marito ed io

Là nella valle c'è Montereggio http://www.montereggio.it/

Là nella valle c'è Montereggio http://www.montereggio.it/
siamo in Lunigiana, nel paese dei librai, paese natio di Giggino

Montereggio

Montereggio
la chiesa sconsacrata

Montereggio

Montereggio

19 Luglio 2008: Montereggio by night

19 Luglio 2008: Montereggio by night

Crì ed io a Montereggio

Crì ed io a Montereggio
13 luglio 2008

Mary alla finestra

Mary alla finestra
A Montereggio

ROBERTO E FIORELLA

ROBERTO E FIORELLA
coppia al bar in quel di Montereggio

Sono andati avanti.......

Sono andati avanti.......
Mauro, Rambo ed Ila