TRADUTTORE

BENVENUTO

Chievo , Dicembre 2007
Ciao, benvenuto nel mio blog!
Mi chiamo Annamaria, ho 49 anni (purtroppo) di professione architetto, sono un tantino "fuori" di testa e stò lottando con tutte le mie forze contro uno stronzissimo cancro del sangue, che mi vorrebbe eliminare!
Non ti spaventare, il cancro non è contagioso, ed io voglio dimostrare che si può vivere a 360 gradi, anche con un cancro, o perlomeno provarci!
E senza lagnarsi e farsi compatire (se non quel tanto che basta per ottenere delle cose che altrimenti ci sarebbero negate...insomma, già che ci siamo perchè non approffittarne?)
E come disse Freddie "[...] ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da vivere."(Ultima intervista di Freddie Mercury, 1991).
Amen

Informazioni personali

La mia foto
Vivo a Chievo, (VR) e sono felicemente sposata da 17 anni con Giggino. Niente figli ma abbiamo tre gatti, che comunque non mi chiamano "mamma" (i figli son figli ed i gatti son gatti! Mica sono scema!). Ho anche UN MIELOMA sviluppatosi a causa della GAMMOPATIA MONOCLONALE! Lo scopo del mio blog, è quello di INFORMARE sulle cure e dimostrare che anche con un CANCRO si può vivere in maniera decorosa!! Cerco di vedere il lato "ironico" della situazione anche se, in effetti, a volte risulta un tantino difficile.... Meglio "riderci sopra" che frignare dalla mattina alla sera! Tanto, cosa cambierebbe? Che Giggino si trovebbe un'altra...ancor prima di restare vedovo! e non è proprio il caso.. anche se, a dire il vero, gli ho già proposto un paio di donzelle!
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, e pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 7 marzo 2001 n. 62. Molte delle immagini presenti in questo blog sono reperite da internet, pertanto tutti i relativi diritti rimangono dei rispettivi autori.Qualora l’uso delle immagini riportate in questo blog avesse involontariamente violato le norme in materia di diritto d’autore, i soggetti legittimati potranno darne comunicazione all’autore che provvederà ad eliminarle immediatamente dal blog.Il contenuto di questo blog è proprietà intellettuale dell’autore e come tale è protetto dal diritto d'autore ai sensi della legge 22 aprile 1941 n. 633. L'usurpazione della paternità di testi e immagini è pertanto perseguibile a norma di legge. E' vietata la riproduzione, in qualunque forma, se non con il consenso scritto ed esplicito dell'autore.

ACQUARELLO

ACQUARELLO

mercoledì 21 maggio 2008

SCUSATE SE ESISTO

E' una delle mie frasi preferite in questo periodo. Da dire agli altri nelle più disparate situazioni, al solo ed unico scopo di farli sentire delle vere MERDE.
Insomma, bisogna approfittare della situazione.
Finché stiamo male, giù con le lagne, i capricci, la lacrimuccia facile, i ricattini vari (del tipo: se non mi porti là, mi sento veramente molto prossima alla fine..; se non mi compero quella cosa là, mi sa che mi viene una metastasi…).
E che cavoli, avere un cancro, porterà pur dei vantaggi?
E poi, vuoi mettere la soddisfazione di vedere la faccia di una tua vecchia conoscente che ti chiede come stai e tu le rispondi, tutta ringalluzzita, “Molto bene grazie, ho il CANCRO!”.
Mi faceva notare la mia amica Citro (te la raccomando), che da quando sono malata, non le ho più permesso di lamentarsi di nulla. E quando al telefono mi risponde, con una voce un tantino comatosa, è costretta a riprendersi subito ed a vergognarsi come una ladra. Magari perchè stava per lamentarsi solo “perché stressata dal lavoro”.
Della serie “cosa vuoi che siano i tuoi piccoli, insignificanti problemucci del cazzo, messi a confronto con il mio Plasmocitoma S1-S4?”
Ok. Citro: devo ammettere che hai, per certi versi, ragione.
Tutti abbiamo il diritto a lamentarci. Non solo quelli che hanno il CANCRO possono lamentarsi continuamente e gli altri ficcarsi i loro problemi in quel posto là!
Ovvio.
E’ solo una questione di misura.
Cioè, prima di lamentarci pensiamo sempre a chi sta peggio.
Nello specifico: smettetela di frignare se avete la salute, tirate fuori le palle e andate avanti a tutta dritta.
E lasciatemi per cortesia, in esclusiva (speriamo), la facoltà di frignare come una lagna.
Che già basto e avanzo.
E poi, così frignante, neanche mi piaccio.
Vuoi mettere, essere ricordata non per le lagne, ma per la mia innegabile, stoica, forza d’animo?
Va bhè! Mi accontenterò di essere ricordata per le cazzate che sparo!
Olè

LA RECIDIVA

Stamattina ho deciso che ho una recidiva.
Che il cancro mi ha colpito un'altra parte della spina dorsale;
Che le mie gambe stanno diventando insensibili;
Che la gamba sinistra, specialmente, mi duole assai;
Che sarò costretta a sottopormi ad un'altra serie di schifosissime terapie;
Che mi rimane poco tempo da vivere.
Pertanto, in attesa di un sollecito riscontro, ho deciso di sbattermene altamente, di farmi un shampoo, truccarmi, spararmi un voltaren, prendere la mia macchinina ed andare via....
verso nuove eccitanti avventure...
Olè

ps: Ovviamente, trattasi di autodiagnosi. Nessun riscontro medico in tal senso. Ogni tanto mi succede. E' che cazzo... non sono mica fatta di ferro.
Potrò lagnarmi un pochino sul mio blog, si o no?
Mica siete obbligati a rispondere...
In fondo, a voi che ve ne sbatte?
Sono una delle tante sfigate in giro, una più, una meno...
Però son simpatica....nel mio genere...

ps 2: dimenticavo un consiglio per togliervi dall'imbarazzo, sia in ambito lavorativo che in ambito socio-culturale e di svago.
Quando qualcuno/a vi pone la seguente domanda: "Ti piace?", e, vostro malgrado, vi trovate di fronte ad una cosa veramente "obbrobriosa", o decisamente MOLTO lontana dal vostro concetto di "bellezza" (ovviamente molto soggettivo), fate come me, rispondete così:"Bello...nel suo genere!". Con tale affermazione, non offenderete nessuno (la gente, checché ne dica, è molto permalosa) e contemporaneamente non avrete detto una bugia. (ovviamente questo consiglio vale per chi, come me, non riesce proprio a dirle,le bugie,per una questione di carattere)

martedì 20 maggio 2008

L'ESPERIENZA INSEGNA

Cosa ho imparato, nei lunghi 48 anni di vita trascorsi?
1)OGNI LASCIATA E' PERSA!
2)DOPO I 40, LE DONNE IN SPECIAL MODO, "LEVANO EL BOIO", (trad.:hanno già dato, e volgono al naturale, inarrestabile processo di disfacimento fisico) Tutte, anche le mie amiche che non si vogliono arrendere. Questo non significa che siamo pronte per il macello, ma che forse dobbiamo imparare a “coprirci” invece che esporre le nostre grazie alla visione del pubblico. L’età sale, la gonna scende. E’ una questione di classe o, come diceva mia madre “tutti i frutti alla sua stagion!” (non vi fanno un tantino pena, tutte le botuliniche che ci sono in giro? E Sofia Loren, con le poppe al vento? );
3) BISOGNA COMINCIARE A DARLA VIA DA PICCOLE! (nel senso che è inutile e controproducente, tenersela tanto da conto).
Olè

lunedì 19 maggio 2008

LA MUSICA

Avete una sia pur lontana vaga idea di cosa voglia dire essere privati, improvvisamente, del dolce oblio che l'ascolto della musica può dare?
Quattro merdosi anni che non ascolto Pino Daniele!
Quattro merdosi lunghi anni che non ascoltavo Freddy, nella mitica interpretazione di Bohemian Rhapsody!
Ricordo, da piccola, quando lo vidi e lo sentii cantare in tutina bianca al pianoforte, fu come un colpo di fulmine!
Lui e i suoi mitici dentoni!
Diodellamadonna, come mi sono mancati!
Ho anche preso in considerazione l’idea di fare un giro in un paio di reparti ospedalieri a trovare un paio di dottori con un Kalashnikov. E fare una strage!
Ma poi, sia perché non saprei proprio dove procurarmi un Kalashnikov, sia perché non ho voglia di finire in galera, mi riservo di mandarli a ‘fan culo pubblicamente, quando sarò certa che il trapasso sarà imminente.
Così evito una rognosa causa civile.

domenica 18 maggio 2008

SE CI FOSSE IL SOLE

Se ci fosse il sole, mi farei baciare dai suoi raggi
se ci fosse il sole, mi riscalderei le membra
se ci fosse il sole, andrei a scorrazzare per i prati
se ci fosse il sole, mi toglierei le calze e la casacca di pile
se ci fosse il sole, i miei capelli terrebbero la piega
se ci fosse il sole, il futuro risplenderebbe dorato....
Invece continua a piovere...
Che palle!



ps: noto proverbio veronese: "tempo, cul e sior i fa quel che vol lori! trad.: tempo, intestino e ricconi, fanno quello che gli pare!"

IL MERCATO DELLO STADIO

Era per me, un appuntamento fisso. Tutti i sabato mattina, andavo con la mia amica Marghe, a fare un giretto al mercato dello stadio.
Lo scoprii tanti tanti anni fa, così per caso un giorno passando li vicino, una volta che ero in macchina con la mia mammina.
All'inizio ci andavo con lei, in seguito con la mia amica Marghe. Una delle poche dell'infanzia, che frequento ancora. Viene a trovarmi, da quando sono malata, minimo una sera alla settimana (di solito quando sono “vedova”, cioè quando Giggino va ad una delle sue solite “riunioni”, adesso le chiamano così).
E' l'unica amica dell'infanzia, alla quale è stato concesso (veramente è venuta senza chiedere il permesso e mi ero anche un tantino incazzata) di venire a trovarmi in ospedale (preferisco non mi si veda in certe condizioni, salvo i parenti stretti, escluso mio padre).
Ne abbiamo combinate tante insieme! I primi innamoramenti, la prima volta in discoteca, la prima sigaretta fumata nel suo bagno e dopo lunghe distese perché ci veniva il vomito, le vacanze sul lago….è stata la prima che mi ha depilato le sopracciglia… Mia mamma si era incazzata tanto perché le aveva tolte partendo dall’alto, e non dal basso….
Così diverse lei ed io, che sembriamo provenienti da due diversi pianeti. Tanto sono logorroica io, tanto è silenziosa lei. Tanto sono sboccata io, tanto è misurata lei. Tanto sono “fuori di testa” io, tanto è “tranquilla” lei... (almeno così pensavo fino a che non si è trovata un compagno, della serie “guarda come mi trasformo adesso, che ti credevi, ho ancora parecchie cartucce da sparare!!”).
Insomma, ci compensiamo, mi compatisce, mi sopporta, penso mi voglia bene. Ed anch’io, tanto.
Al mercato dello stadio, per ovvie ragioni, non sono più potuta andare per molto tempo. Ma adesso ho ricominciato. Non riesco, ovviamente a fare tutto il giro completo, perché c’è troppo da camminare, ma riesco comunque, ad arrivare alla mia bancarella preferita: li chiamo “i miei amici”. E’ da loro che ho riversato, in passato, il mio disturbo compulsivo da shopping. Tutta la rabbia che avevo dentro, la sfogavo comperando dei tailleur, delle camicette, pantaloni ecc. ecc. Loro, “i miei amici”, erano e sono molto simpatici. Padre, madre e figlio. Solo che è il figlio, che fa da genitore. Il padre e la madre, infatti, sono tipo “figli dei fiori”: Lei, sui 55 anni, con le treccine da rasta ed i tatuaggi, Lui con l’orecchino ed una faccia da schiaffi. Il figlio, sembra adottato, e guarda sempre i genitori con una sorta di aria da compatimento…sono quasi certa che li controlla, come dovrebbero invece fare loro con lui…
A completare la famigliola c’è il cane. Se lo portano spesso appresso, nei giri che fanno per le varie città, per cercare di vendere e di portare a casa la famosa “pagnotta”, a fine mese.
Hanno capi di abbigliamento molto fashion, scarseggiano un po’ le taglie, ma sei hai una “botta di culo” e sei reduce da un ricovero ospedaliero, ti stanno tutti benissimo…
Quando mi facevo di “Dezametasone” ed ero un “tantino alterata”, ho passato al setaccio tutto il mio guardaroba (diodellamadonna quante cose avevo accumulato!) ed ho distribuito in giro, un sacco o due di capi di abbigliamento misti (oltre a tutte, aimè, le mie belle scarpe col tacco). Perlopiù a mia cognata Nico, che ci entra comoda, ed alla mia ex-collega di lavoro, nonché amica, Monica.
Insomma, adesso che ho ripreso parzialmente a deambulare, con la Nico, sono già andata un paio di volte al mercato, soprattutto per vedere il banchetto dei “miei amici”.
E’ una delle poche bancarelle di italiani rimaste, sommerse da un mare di cinesi. Una volta, i cinesi, avevano dei capi di abbigliamento di taglie improponibili. Erano “tarate”, evidentemente, sui loro corpicini. Adesso si sono fatti furbi, e le taglie a disposizione, vanno dalla XS, alla XXXXXXXL.
“Tloppo pippolo” mi disse una volta un cinese! Certo gli risposi io, servirebbe più “Glande”! (senza voler fare una battuta a sfondo sessuale, che invece ci è venuta benissimo, anche se l’ho capita solo io!).
Insomma, ovunque ti giri, cinesi. Che sono anche simpatici ed adesso hanno anche dei capi di abbigliamento “discreti” a dei prezzi veramente ridicoli!
Due euri e mezzi per un pigiama composto da casacchina senza maniche e pantaloncini corti, in puro cotone. Dieci euri per una tuta tre pezzi da jogging (o da casa, per chi non pratica sport, come me) composta da pantaloni, canotta e blusa con cerniera e cappuccio. Sempre in cotone o viscosa, tutte fibre naturali insomma, per non parlare delle camicie in pura seta…..
Difficile resistere alla tentazione di non comperare dai cinesi! Perché ti poni codesta domanda “perché dovrei essere io quella cretina che compera un capo di abbigliamento, che metti caso viene sempre prodotto in Cina (vedi la mia borsa di Penny Black, li mortacci sui!) ma lo paghi il triplo, nella vana, inutile speranza di risollevare il PIL (prodotto interno lordo?) italiano?
Stì cinesi, che sono tanti, ma veramente tanti, non hanno diritto anche loro a mangiare meglio? Come possiamo fargliene una colpa, di persona personalmente, se a causa loro e solo perché mangiano meglio, l’economia mondiale sta andando a puttane? Mica dovrò pensare io, a risanare il debito pubblico (nello specifico sono già troppo impegnata a cercare di risanare l’osso sacro) ed a risolvere i problemi inerenti alla globalizzazione?
Insomma, dopo un veloce esame di coscienza con auto-assoluzione, sabato mattina, la Nico ed io, abbiamo comperato dei pantaloni colorati (gialli, rosa schokhing, verde bandiera, viola ecc.), dai cinesi. Oltre che a delle camicette, alla bancarella dei “miei amici”.
La soddisfazione compulsiva di “spendere” in capi di abbigliamento a basso costo, è rimasta inalterata, anche se adesso, mi rende davvero MOLTO TRISTE.
Mi sento VERAMENTE MOLTO INSULSA nello gioire per una cosa così cretina. Era meglio quando lo facevo a livello meno conscio! (Vabbè, piuttosto di gioire, che ne so, buttandomi reiteratamente su un piatto di maccheroni, che poi fanno più presto a saltarmi via che a girarmi attorno!).
E poi, mi tranquillizza una cosa, che ho appreso ascoltando la TV di notte, quando non riesco a dormire. Visto che, i programmi televisivi (parlo della TV non a pagamento) fanno mediamente pena, mi sono spesso trovata a seguire delle lezioni universitarie per corsi di laurea che neanche sapevo esistessero. E’ lì che ho appreso una cosa che mi ha risollevato il morale: io, sto aumentando il PIL nazionale!
Una persona che ha il cancro come me, infatti, fa “girare” l’economia!
Nel mio caso, in particolare: aumenta il lavoro per gli ospedali, per le case farmaceutiche, per i produttori di “padelle” e “clisteri”, per i produttori di pigiami, per i medici specialistici, per i produttori di ciabatte da casa e di telini cerati, per i produttori di parrucche, e per i produttori di poltrone elettrificate che ti sollevano, per i venditori di autoabbronzanti, per le compagnie telefoniche (900 euri di traffico telefonico, nell’agosto scorso, nò balle!)…ecc. ecc.
In futuro (spero ovviamente il più tardi possibile) con il "culo" che mi ritrovo, andrò ad incrementare il lavoro per ospizi tipo Villamonga (pertanto infermieri e assistenti, cuochi, manutentori di apparecchiature di sollevamento pesi semi-morti, ecc. ecc.), pompe funebri, inceneritori, marmisti (per la lapide) e smaltimento rifiuti solidi urbani (le cose che ho accumulato a causa del sopraccitato disturbo compulsivo da shopping).
Ovviamente, sono in buona compagnia.
Insomma, anche noi sfigati, abbiamo le nostre piccole soddisfazioni. Vuoi mettere?...
Olè

venerdì 16 maggio 2008

OGNI SANTISSIMO VENERDI'

Ogni santissimo venerdì, come minimo da oltre quarant’anni a sta parte, di pomeriggio, intorno alle 16:00, 17:00 eccolo che arriva e grida:
“PISSEEELAEEELEEBISTECHEELASIA’LEESOGLIOLEETINCHEIPOLIPILAFRITURAISGOMBRIICEFALIICANESTRELLIICALAMARETTILESARDELEARRINGHELETINCHELAEEEE’’’!!! e poi, nuovamente: “PISSEEELAEEELEEBISTECHEELASIA’LEESOGLIOLEETINCHEIPOLIPILAFRITURAISGOMBRIICEFALIICANESTRELLIICALAMARETTILESARDELEARRINGHELETINCHELAEEEE’’’!!!!!”.
Una certezza della vita, una delle poche.
Il camioncino con quello che vende il pesce.
Me lo ricordo: stessa tiritera registrata, molti, molti, anni fa. E adesso, che è venerdì, è passato di nuovo.
La prima volta che ho visto il venditore, viaggiava su una specie di "Ape".
Ricordo che ci rimasi molto male. Mi aspettavo una specie di tir, visto il casino che faceva con l’altoparlante. E invece....
La mamma mi comperava sempre le bistecche di “Asià”, che non so neanche di preciso cosa sia. Ma erano buone.
Ora il venditore viaggia a bordo di un camion-frigo, ma ha mantenuto nel tempo invariata, la stessa filastrocca che lo annuncia.
Ricordo, che qualche burlone della zona, era notte fonda, transitando in automobile per la via dove abitavo e ancora abito, gridò col megafono “PISSELAEEEEE…”, e la voce si disperse nella notte, mentre si allontanava di corsa.
Forse altri vicini se lo ricordano.
Però è stato simpatico.
Alle volte basta poco, “par goderse”, come si dice, dalle mie parti.

A PROPOSITO DI SANTI E MIRACOLI VARI

Non sono mai stata granché religiosa. Praticante si, mio malgrado. Mia mamma, soleva costringermi col ricatto psicologico (se no te vè in cesa, moro. Trad.: se non vai in chiesa muoio), ad andare in chiesa, tutte le santissime domeniche, e devo dire che, per me, è sempre stato un incubo. Ma veramente, perché dalle elementari mi sono sempre fatta un tot di seghe mentali, da quella famosa (ovviamente, famosa per me) volta che persi i sensi e svenni, mentre alla cattedra, davanti alla maestra Torradi, stavo leggendo ad alta voce “La capanna dello zio Tom”.
Lo so, adesso vi starete domandando se la metastasi sia arrivata al cervello. Calma ragazzi, a tutto c’è una spiegazione, altrimenti che seghe mentali sarebbero, quelle sopraccitate?
E’ che da quella volta, ho sempre avuto ed ancora adesso ho, il terrore di svenire; in particolare, di svenire quando sono costretta a stare ferma, in piedi, in luoghi affollati, come lo è solitamente appunto, la chiesa o durante un’interrogazione (come in effetti mi è successo, in quinta elementare, sempre con la maestra Torradi, che Dio l’abbia in gloria, ma che cerchi di tenermela lontana, please).
Ogni volta mi mettevo in fondo alla chiesa, vicina alla porta pronta alla fuga. E mi facevo di quelle pippe pensando che avrei interrotto la cerimonia religiosa, che tutti si sarebbero girati, che avrei fatto una pessima figura, magari perdendo anche il controllo degli sfinteri……
E avrebbero dato l’annuncio in prima serata alla televisione “lo svenimento della Annamaria, durante la solenne celebrazione della santa eucaristia, da parte dell’arcivescovo del vescovado….”, e via dicendo…
Detta così, appare una cosa veramente cretina: pensate invece che ancora oggi, a 48 anni, non mi è del tutto passata. Più tardi appresi la verità: trattasi di normalissimi (per modo di dire, ovviamente) attacchi di PANICO (o di manico, come ha giustamente detto “sconsolata” a Zelig). Evidentemente, essere costretta a fare qualcosa contro la mia volontà (come andare in chiesa) più tutta un’altra serie di solite cose tipo, invidia del pene, odio-amore nei confronti dei genitori, mancanza di orgasmi multipli, carenza affettiva, dieta, mammelle troppo sviluppate eccetera eccetera, mi aveva fatto provare la gioia della “paura di avere paura di svenire”.
Che palle!!!!! Che poi, il bello è, che non sono mai più svenuta (se non per cause fisiologiche post-operatorie). Però, trenta esami all’università ed il mio unico pensiero fisso era: “e se svengo durante l’esame, sai che figura che ci faccio?”. E quando mi sono sposata (in chiesa), tutta la cerimonia con la paura di svenire. Persino al funerale del papà della Nico, quasi due mesi fa, la mia sola preoccupazione era quella “e se svengo e gli rovino la cerimonia?.
Insomma, io con la Chiesa ho sempre avuto un rapporto travagliato. Inoltre, non sopporto l’odore dell’incenso ed in sostanza, le cerimonie mi sembrano un tantino ripetitive. Adesso ho la scusa buona per non andarci più: non capisco più niente, o quasi, di quello che il prete dice, a causa della mia ipoacusia neurosensoriale bilaterale medio-grave in discesa sulle frequenze alte. Meno male, perché non ne potevo proprio più! E poi mia mamma non c’è più a ricattarmi, anche se ci ha provato, in un altro modo, mio padre…ma senza successo.
E dopo, mio malgrado, proprio non ho proprio la “FEDE”. Questo mi spiace un sacco, perché credo sia bello credere alla vita dopo la morte, ai miracoli, al paradiso, ai santi ed alle madonne. Se la vendessero, in qualche ipermercato, la FEDE, la comprerei subito.
Io avrei bisogno di un bel miracolo, o no? Una guarigione miracolosa, tipo quelle di Padre Pio.
Comunque, in uno dei tanti ricoveri della mia mammina in Geriatria, conobbi una specie di santona od una specie di deficiente, giudicate voi, che predicava od era affiliata ad una pseudo-associazione che sfruttava il nome di Padre Pio.
Ricordo che a fianco del letto di mia madre, era stata ricoverata una nonnina di oltre novant’anni, che aveva avuto un ictus. La figlia, sui sessant’anni la assisteva e dal momento che era molto devota, aveva richiesto l’intervento di questa specie di santona, che sfruttava, evidentemente, la notorietà del Santo (anche se allora non lo era ancora) per un personale tornaconto.
Questa santona-deficiente, venne un pomeriggio e il suo arrivo, fu accompagnato da un’intenso “profumo di rose” (come fece in seguito notare un’altra povera paziente, evidentemente molto suggestionabile, pace all’anima sua, che non si era accorta che stavo spalmando la crema profumata sulle gambe della mia mammina).
La santona-deficiente, avrà avuto una settantina di anni, e appresi in seguito, si era “sacrificata”, ed aveva fatto voto di castità (così mi disse la figlia della novantenne, ed a dire il vero a me non parve sto gran sacrificio da parte sua, vista l’età e vista la faccia e tutto il resto….).
Comunque, la santona-deficiente, si chinò al capezzale della novantenne, e dopo averla guardata, si girò verso di me (che non centravo nulla) e mi disse: “La ghe nà par poco” (trad.:ne ha per poco!). E si girò ed usci.
Io allora ci sentivo ancora benissimo, ma non mi pareva vero avesse detto una cosa così mostruosa!!! Ma invece lo aveva proprio detto!
La santona-deficiente, era venuta per gufare, altro che balle!!!
Però, che soddisfazione, la mattina dopo!
Alla sua facciazza, la nonnina novantenne, nonostante l’ictus, si era ripresa benissimo, tanto che quando arrivai era sulla sdraio, che faceva colazione!
E spero sia rimasta minimo minimo altri dieci anni a scassare le palle al quella idiota di sua figlia ed alla cretina della sua amica santona-deficiente, che se ne andava in giro a sputtanare, abusivamente, i santi.

Ps: se qualcuno per caso sa, come si può fare per recuperare la FEDE (non quella nuziale, perché ce l’ho al dito), può contattarmi al mio indirizzo di posta elettronica. I Testimoni di Geova, tuttavia, non sono graditi. Grazie

ORAMAI I SONNIFERI MI FANNO UN BAFFO

Stasera le ho provate tutte: bagno rilassante con molta schiuma, (al borotalco), letture frivole (lo sapevate che Carlo e Camilla le stanno provando tutte per ritrovare l’armonia di coppia e che Carla Bruni ha un pancino sospetto?), parole crociate, sedano con l’aceto balsamico, alprazolam 30 gocce, talidomide una compressa, come al solito, ma….niente, qua no sé dorme!
E allora mi è venuto in mente di scrivere di quella volta che lavoravamo ancora nel palazzo di vetro. Quarto piano. Nell’ufficio di Max. Non so se vi ho mai parlato di Max. Lui era compagno di scuola di Giggino ed ha sposato Susi tantissimi anni fa. Si racconta che l’abbia sedotta a 14 anni. Roba che adesso lo metterebbero diritto filato in galera. In ogni caso, il matrimonio funziona ancora benissimo ed hanno avuto un figlio. Sono ancora l’uno gelosa dell’altra che fanno persino quasi rabbia. Se Max ha il muso, di solito è perché la moglie è o dove uscire a cena, solitamente con i colleghi. Susi soffre di una specie di gelosia anche retroattiva, persino per la prima “morosetta” del marito, della quale, ovviamente si sono perse oramai le tracce da diversi decenni…figuriamoci per le gnocche che girano adesso…specialmente quelle con il culo a mandolino….
Comunque sono belli insieme, quasi un po’ “demodé”.
Max, io l’ho soprannominato “boccaleso”. Lo so, non esiste tale parola nel dizionario ma era per rendere l’idea di una persona che parla molto poco (io, ad esempio, sono un tantino audiolesa, perché ci sento un po’ meno).
E poi, perlamadonna, se la Maria De Filippi, ha introdotto nel vocabolario una parola come “tronista”, (riferendosi a dei fustacchioni che sono seduti un trono per farsi corteggiare da variopinte gnocche, che a me mi girano le eliche al solo pensiero che possano esistere programmi sì tanto demenziali e così tanta gente che li guardano) potrò io, così, tra amici, avere coniato una parola come “boccaleso” per dare l’idea di una persona restia a parlare, si o no?
Insomma, Max è sempre stato “boccaleso” e, in effetti, essere un tantino riservati, va anche bene. Lo dice una che di riservato non riesce a tenere nulla o quasi.
Erano le 17 o le 18 di un giorno x in una giornata y ed io mi trovavo in ufficio da sola, al quarto piano nel palazzo di vetro. Ad un tratto suonò il campanello ed io mi recai ad aprire la porta. Mi si presentò davanti un signore, distinto a dire il vero, mai visto e pertanto sconosciuto che mi disse: “ACCADI’”.


Io rimasi veramente interdetta al punto tale che, lì per lì, stavo per rispondere a tono con un “PUTTANAEVA” o “IOPORCHIGNO”.
Ora spiego per i non-Veronesi: “ACCADI’” che si scrive H dì, dalle nostre parti, è una parolaccia, una specie di mini-bestemmia. Dove H sta per vacca e dì, per colui che ci ha generato. Solitamente la dicono i vecchiotti o proprio i ragazzotti sboccati ed un tantino grezzotti.
Mettetevi nei miei panni, suonano alla porta, apro e uno mai visto mi dice una simile parolaccia, cosa pensate abbia fatto?
Evidentemente una faccia da scema sbalordita, tanto che il Signore sconosciuto aggiunse subito dopo: “Vedo dalla sua faccia, che lei non è stata informata….”.
Max, il “boccaleso”, non mi aveva informata di avere affittato ad una società che di nome faceva, appunto, ACCADI’ (o qualcosa del genere) una parte dell’ufficio.
Dettaglio trascurabile. Ancora adesso vuole avere ragione. Dice che il signore ACCADI’, si è presentato un giorno prima del previsto…
Insomma, Susi però mi da ragione in pieno.
Vabbè essere riservati, ma a tutto c’è un limite.
E’ che oramai Max resta e resterà boccaleso, ed io resto e resterò logorroica ed audiolesa.
Amen

VOCABOLARIO VERONESE GARSANTI (per gentil concessione di chinonsochisiachel'abbiascritto a riprova che i "veronesi iè tutti mati!")

Traduzione dialetto veronese –> italiano:

* Càgon. Caccone, colui che espleta funzioni escretorie
frequentemente; persona vanitosa, boriosa Stò bùtin l'è 'n càgon! (Questo
bambino continua a defecare!). Basta far el càgon e sbàssa le rècie! (Basta
pavoneggiarti e stai più con i piedi per terra!)

* Càssar. Inserire con forza, con violenza (cazzare): Ma va a fartelo
càssar (ma vai a fartelo inserire violentemente; figurato dispregiativo) –
Variante: va a fartelo stra–càssar (ancora più violentemente). Ah...i me
l'ha càsà ne l'organo (ah...mi hanno gabbato)

* Casso. Termine volgare con il quale si identifica l'organo maschile;
altresì usato come intercalare durante discussioni o dialoghi informali. :
Casso, dal bòn? (Accidenti, davvero?). Col casso che pago! (Non ho alcuna
intenzione di sborsare quella cifra!) No te capissi un casso (non capisci
niente). Te me stè proprio sul casso (mi sei proprio antipatico!)

* Chetacagà. Trad. lett. Colei che ti ha generato. Espressione tipica
utilizzata come intercalare durante diverbi, dialoghi informali,
discussioni: Chetacagà! (Accidenti!) – Ma va in cul, chetacagà! (Ma dai,
lascia perdere!) – Vien qua...chetagagà! (Vieni qua...non farti pregare!) –
Variante: Chetastracagà! (Accidenti, maledizione!!)

* Còa. Coda: prolungamento della spina dorsale che pende di massima
dal corpo dei quadrupedi, nel lato opposto al capo, dove finisce la schiena;
in senso figurato anche l'attibuto maschile: G'ho pestà la còa al can (ho
pestato la cosa al cane) – I m'ha dìto che el Cioci el g'ha 'na còa
impressionante! (mi hanno detto che il Ciocci ha un pene molto lungo!)

* Cojon (plur. cojoni). Volg. testicolo/i; di persona tonta, ingenua,
: Sèntandome me son s–chisà un cojon (Sedendomi mi sono schiacciato un
testicolo) – Te sì un cojon! (Se uno sciocco!) – Che faccia da cojon! (Che
espressione da ebete!) – Ho ciapà 'na sbàlonada nei cojoni (Ho preso una
pallonata nei testicoli) – Ghe n'ho i cojoni pieni (Sono proprio stufo) – Te
m'è rotto i cojoni (Mi hai stufato) – Durante un'accesa discussione: "Sti dò
cojoni...!" (Ma ti puoi immaginare...!) – spacacojoni (Rompiscatole)

* Hdì (pron. accadì). Esclamazione (da Vaccadì): Hdì i m'ha inculà el
Ciao (Perbacco mi hanno rubato il motorino) – Hdì che gnòcca (Accidenti che
graziosa fanciulla) – (piantando un chiodo con il martello) Hdì che s–chisòn
al dèo (Santo cielo che pressione violenta al dito) – Hdì ho perso el quàia
(Noooo, ho perso il portafoglio)

* Imbugà. Appesantito, congestionato, con sintomi di indigestione:
Cassò, ho magnà come un mas-cio e me son imbugà! (Accidiavolo ho mangiato in
modo scriteriato e penso di essere in preda ai sintomi tipici di una
indigestione) – Vaccadì,te còri come se te fossi imbugà: animo vecio!
Perbacco, corri come se avessi appena finito di mangiare il pranzo di
Natale: orsù muoviti!

* Ovi. Uova; volg. testicoli: La gàlina ancò l'ha cagà fòra trì ovi
(La gallina ha oggi ha fatto tre uova) – Te mìè rotti i ovi (Mi hai stufato)
– Me casca i ovi (Sono demoralizzato) – Tòcate i ovi (Lascia stare le mie
cose)

* Ròjon. Donna senza classe, con atteggiamenti equivoci, tipici da
prostituta.: Vàrda la Gina: l'è proprio un ròjon! (Guarda la Gina: ha
l'atteggiamento tipico delle prostitute!) – Che bèl ròjon! (Che ragazza
appariscente, poco elegante, ben dotata, un pò volgare e sgraziata ma ideale
per unabottaevia!)

* Rùmar. Cercare con foga tra vari oggetti, selezionare : Pròa a rùmar
ne le sgàuie (Prova a cercare nelle immondizie) – E rùmar da 'n altra parte?
(E cercare altrove?) – Ma rùmate i ovi (Ma cerca tra le tue cose) – Prov. Ci
rùma càta ossi (Chi cerca trova) – Rùmarùma (bancarelle che vendono tutto a
poco prezzo)

* Rùto. digerire emettendo forte rumore, di persona/cosa non bella: Ho
tirà 'n rùto che ho rebaltà mi zìo (Ho digerito talmente forte che il
fratello di mio papà è caduto dalla sedia, in senso figurato) – La tò morosa
l'è proprio un rùto (La tua morosa non è assolutamente paragonabile ad una
modella!)

giovedì 15 maggio 2008

TANTO PER CHIARIRE, UNA VOLTA PER TUTTE

Allora, tanto per chiarire, non ho nessuna intenzione di morire!!!
La cura sperimentale (dio, come mi sconfinfera essere una specie di cavia-pioniera!) sta andando alla grande!!!!!!!
Anche se il danno fatto dal cancro sull'osso sacro, non è del tutto riparabile (si stà facendo una specie di callo) il MIELOMA di merda, fatica ad impossessarsi del mio essere. Grazie al TALIDOMIDE (quel famoso farmaco che tanti danni fece a suo tempo ma che è stato ripescato, vedi alle volte....) e grazie allo ZOMETA che cura le "metastasi ossee" (lo so, c'è persino un club di vittime dello Zometa. Può far venire la necrosi alla mandibola. Basta essere informati e stare attenti ad eventuali sintomi. Sono andati anche a MI MANDA RAI TRE. Ma sapete dove sarebbe molta gente senza lo Zometa? Stiamo parlando di metastasi ossee, non di foruncolosi!)
Pertanto volevo dire ai malati di PLASMOCITOMA/MIELOMA come me: "ogni caso è diverso dall'altro, ma cercate di avere molta fiducia nella medicina che fa ogni giorno grandi progressi. A Natale la facevo ancora nella padella e non riuscivo a stare in piedi. Vedevo davanti a me solo una schifosa fine vicina. Ora la padella, (un'altra ovviamente) in casa nostra viene usata solo per scopi culinari, vado a fare dei giri con la mia supermacchinetta, al mercato ed in ufficio, esco a mangiare la pizza con gli amici e spero di andare presto a fare un giro a Barcellona!
Non sono "guarita" (non guarirò mai) ma mi stanno curando molto bene, riesco a camminare ed a prima vista sembro persino meglio di prima. E' vero che prendo sempre degli antidolorifici ed è vero che non potrò più fare alcuni movimenti e le faccende domestiche(questa è una fortuna) o lavorare seduta otto ore alla scrivania o fare le scalate del monte bianco, andare in bicicletta o a cavallo, però a pensarci bene, a cavallo, non ci andavo neanche prima. Sono felice perchè curando il mieloma stanno MOLTO meglio anche le mie orecchie (non mi scoppia più la testa da mesi e ci sento, ne sono sicura, molto meglio!), probabilmente perchè tutti i "disturbi" erano riconducibili ad un'unica malattia.
Questo è un messaggio di speranza!!! La radioterapia, il Desametazone a forti dosaggi (mi era venuta la faccia di luna, ho avuto la "paranoia da steroidi" ecc.eccc.) col tempo, hanno fatto miracoli!
Forza e coraggio, malati di cancro di tutto il mondo, smettiamola di frignare, tiriamo tutti fuori le palle, e cerchiamo di mettergliala in quel posto! Siamo "tutti di passaggio", ma cerchiamo di restare qui, ancora per un bel pò a scassare le balle!!!
E affidiamoci a dei medici intelligenti. Ce ne sono tanti in giro, in Italia, non occorre andare all'estero!!!
Li riconosci dal colore: sono sempre bianchi o verdi, non prendono mai il sole perchè sono troppo "presi" a cercare di salvare la vita alle persone!
Amen

ps: INFORMAZIONI TALIDOMIDE

DA CORRIERE.IT-SPORTELLO CANCRO DEL 23 MARZO 2004
Blocca i vasi sanguigni necessari alle cellule cancerose per
crescere. Talidomide: da farmaco "mostro" ad antitumorale
Negli anni '60 provoco' gravi malformazioni in 10.000 bambini.
Ma adesso rivela buoni effetti contro il mieloma multiplo.
MILANO - Era nato come farmaco antinausea, e come blando sonnifero
alla fine degli anni '50, ma aveva poi provocato un autentico
disastro, "inducendo" la nascita di almeno diecimila bambini
focomelici - con le braccia e le gambe malformate - in tutto il
mondo (perche' veniva prescritto, molto spesso, alle donne
incinte). Da allora la Talidomide e' stata ritirata
precipitosamente dal mercato, ma ha poi continuato ad avere una
seconda, e adesso una terza vita: prima come medicinale in grado
di combattere con efficacia la lebbra, e adesso come possibile
farmaco antitumorale. Ma nel corso degli anni la Talidomide e'
stata usata con successo anche su altri versanti, per curare le
patologie autoimmuni come il "lupus" e l'artrite reumatoide,
oppure per alleviare i sintomi legati all'infiammazione nei malati
colpiti dalla tubercolosi, o per contrastare la cachessia
(sindrome di devastazione) nei pazienti colpiti dall' AIDS; o
infine nelle terapie per i pazienti trapiantati. Fino al 1991
tuttavia non si aveva alcuna idea sul perche' funzionasse. Fu un
ricercatore americano della Rockfeller University a scoprire in
quegli anni che la Talidomide "regolava" una molecola molto
importante sia nell' infiammazione che nel cancro, chiamata TNFa
(Tumor necrosis Factor alfa). Nel 1994 Judah Folkman, il padre
degli studi sull' angiogenesi (la "creazione" di nuovi vasi
sanguigni da parte delle cellule cancerose), scopri' le proprieta'
antitumorali della Talidomide, che si esprimevano proprio nella
capacita' di bloccare i piccoli vasi necessari alla massa
neoplastica per crescere. Questi studi hanno permesso di capire
meglio anche i "meccanismi" che portarono alla nascita dei bambini
malformati: il farmaco, probabilmente, bloccava lo sviluppo dei
vasi sanguigni negli abbozzi degli arti, con conseguente mancato
sviluppo di braccia e gambe. Da qui a cercare di utilizzare la
Talidomide nella terapia dei tumori, il passo e' stato breve,
anche se per la cattiva fama del farmaco si e' usata molta
cautela. E questa circostanza ha allungato, di molto, anche i
tempi della ricerca.
I NUOVI "BERSAGLI" - Oggi la Talidomide viene studiata per curare
molti tipi di tumore, tra cui il glioblastoma (tumore del
cervello); i sarcomi, il carcinoma del seno, il cancro della
prostata, il melanoma cutaneo e soprattutto il mieloma multiplo.
E' del 1999 la prima segnalazione sugli effetti della Talidomide
nella cura dei tumori. In particolare venne accertato che la
Talidomide poteva indurre una serie di "risposte" obiettive nel
30% di pazienti con mieloma multiplo allo stadio piu' grave,
refrattari alla chemioterapia standard. Da allora, una mezza
dozzina di piccoli studi clinici condotti agli inizi del nuovo
millennio hanno dimostrato che la Talidomide era in grado di
migliorare anche molte delle manifestazioni piu' gravi della
malattia, tra cui il calo delle piastrine e dei globuli rossi,
riducendo la dimensioni della milza (che e' un organo bersaglio
della malattia). Questi miglioramenti, pero', si ottenevano al
prezzo di effetti collaterali (sonnolenza - il farmaco, non
dimentichiamolo, e' un sonnifero - vertigini, neuropatie
periferiche, eruzioni della cute, e altri). E i pazienti erano
indotti ad abbandonare il farmaco dopo soli tre cicli di
trattamento. Agli inizi di quest' anno e' stato pubblicato lo
studio di un gruppo multicentrico italiano, che ha utilizzato la
Talidomide a basse dosi, ottenendo risultati simili a quelli
registrati con dose piu' alte, ma con effetti collaterali ridotti
(il 50% dei pazienti ha "ricevuto" almeno 6 cicli di trattamento).
LE RICERCHE IN CORSO - Al momento sono in corso molti studi per
definire meglio l' uso della Talidomide nel mieloma multiplo, sia
per quanto riguarda il dosaggio, sia per quello che concerne le
combinazioni con altri farmaci utili in questa malattia (inclusi
corticosteroidi e chemioterapici). Inoltre, varie industrie
farmaceutiche stanno attivamente lavorando alla messa a punto di
molecole analoghe, ma prive degli effetti collaterali della
Talidomide. Se il modo migliore di utilizzare la Talidomide non e'
ancora definito, e' certo pero' che questo farmaco dal passato
cosi' terribile puo' fornire una serie di speranze almeno nel
trattamento del mieloma multiplo. E' la dimostrazione - l'ennesima
- che in assoluto non esistono molecole buone o cattive, ma
piuttosto un modo corretto o scorretto di fare ricerca.
Silvia Marsoni - Direttore del Southern Europe New Drug
Organization (Sendo) - marsonis@sendo-org.it
Cristiana Sessa - Vice-Primario dell' Istituto di Oncologia della
Svizzera Italiana (Iosi) - cristiana.sessa@eoc.ch

TORRE DEL LAGO

TORRE DEL LAGO

RITROVO TRA EX COMPAGNI DI LICEO

RITROVO TRA EX COMPAGNI DI LICEO
per i 50 anni di Flavio ed Annalisa...

Con Diana e Oscar

Con Diana e Oscar
splendidi figli di Gianni e Camilla...

CI SONO ANCORA

CI SONO ANCORA
con la collana in vetro di Murano ed argento, regalo dei colleghi..

LA MIA SCINTIGRAFIA DEL 09/08/2007.

LA MIA SCINTIGRAFIA DEL 09/08/2007.
Come potete vedere, quello indicato con la freccia è ALIEN (il mio buco sul sacro, PLASMOCITOMA S1-S3: è quello nero)

IO e....boh! non so chi sia...

IO e....boh!  non so chi sia...

Maggiolino nel piatto marocchino

Maggiolino nel piatto marocchino

Maggiolino non ci stà più

Maggiolino non ci stà più
nel piatto Marocchino!

ALCUNI MIEI DISEGNI NEL TEMPO

ALCUNI MIEI DISEGNI NEL TEMPO
Ciro Crillo

LA NICO COL GATTO

LA NICO COL GATTO

AUTORITRATTO CON BOTTICINO

AUTORITRATTO CON BOTTICINO

AUTORITRATTO DURANTE LA TERAPIA

AUTORITRATTO DURANTE LA TERAPIA
Ero un tantino incazzata. Si vede?

AUTORITRATTO DOPO LA RADIO ED IL DESAMETASONE

AUTORITRATTO DOPO LA RADIO ED IL DESAMETASONE
Si vede che sono un tantino sollevata

Carlotta....

Carlotta....
la micia di Arianna e Roby...

Coco

Coco

Per Mara....

Per Mara....

Maggiolino 2008

Maggiolino  2008
Ottobre

IN PRINCIPIO, QUANDO ERO MOLTO TRISTE

IN PRINCIPIO, QUANDO ERO MOLTO TRISTE

PENNARELLI E MATITE

PENNARELLI E MATITE

Particolare del 99

Particolare del 99

GATTI MISTI 2008

GATTI MISTI 2008

GATTO ROSSO

GATTO ROSSO

GATTO ROSSO

GATTO ROSSO
l'ho regalato a Loretta e Michele, l'ho disegnato adesso, di notte, con i pennarelli

GATTO DI NOVEMBRE

GATTO DI NOVEMBRE

ACQUARELLO

ACQUARELLO

TANTI GATTI

TANTI GATTI

ACQUARELLO

ACQUARELLO

ACQUARELLO

ACQUARELLO

PASTELLI

PASTELLI

ACQUARELLO E MATITE

ACQUARELLO E MATITE

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

PASTELLI

A CHINA

A CHINA

Giggino stravaccato sul sofà

Giggino stravaccato sul sofà

Per le marmellate di Giggino (per le etichette dei vasetti)

Per le marmellate di Giggino (per le etichette dei vasetti)
Natale 2007. Traspare dallo sguardo dei micetti, la serenità dello spirito che si avvicina con devozione alle sante festività!!!! diodellamadonna, sembrano due iene! Vedi il subconscio..

acquarello

acquarello

Senza titolo

Senza titolo

Pennarelli e matite

Pennarelli e matite

Tempera su legno

Tempera su legno

Olio su tela

Olio su tela
A Giggino piace, mentre a mè fa schifo, perchè con i colori ad olio, sono proprio negata....

Particolare

Particolare
luna

Giggino

Giggino

Acquarello

Acquarello
Botticino

Particolare

Particolare
Pastrocchi con i pennarelli e le matite

Particolare

Particolare
Tempera su asse di legno

MADONNA

MADONNA
E' stato un esercizio di stile. Non è il mio genere...era per provare se sono capace di disegnare

Il nostro letto a Montereggio

Il nostro letto a Montereggio
Dipinto dalla stessa scrivete nel lontano 1993

BARBARA

BARBARA
la nipote, la figlia di mio fratello Sergio...quella che ha tre gatti, due cani, quattro cincillà..quella che ha una "passione" per gli animali...

GIGGINO

GIGGINO
il mio amore con la cravatta e la camicia che gli ho regalato io, con i suoi soldi!

LA NICO

LA NICO
quella gnocca di mia cognata

COMPLEANNA

COMPLEANNA
Il taglio della torta...(da sinistra) Mara, Loretta, io che frigno, Massimino e Silvietta (Citrato n. 2)

DOMENICA 26 OTTOBRE 2008

DOMENICA 26 OTTOBRE 2008
a passeggio a Peschiera

MAGGIOLINO

MAGGIOLINO
stonzettino

Occhi gialli

Occhi gialli
karma Chicca, madre/moglie di Cicciolinus, madre di Maggiolino...

Cicciolinus

Cicciolinus

maggiolino in semi-coma

maggiolino in semi-coma

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino

Maggiolino
Il più bello della Via Perloso, nò balle!

2005

2005

2006

2006

Luglio 2008: a 4 anni di distanza dall'esordio della malattia

Luglio 2008: a 4 anni di distanza dall'esordio della malattia
Ad un anno esatto da quando mi si è bucato l'osso sacro! Il cimitero può attendere! Coraggio, tumorati di tutto il mondo, mettiamogliela in quel posto! Mieloma, ti conosco, ti vedo, ti stronco!!!!!!!! Bastardo vedremo chi la vince!

19 luglio 2008

19 luglio 2008
Anniversario di quando mi sono seduta sulla sedia e mi si è rotto l'osso sacro! per festeggiare cena a Vernazza

Gruppo di amici a Vernazza

Gruppo di amici a Vernazza

Coppia al mare

Coppia al mare
Giggino, il sant'uomo di mio marito ed io

Là nella valle c'è Montereggio http://www.montereggio.it/

Là nella valle c'è Montereggio http://www.montereggio.it/
siamo in Lunigiana, nel paese dei librai, paese natio di Giggino

Montereggio

Montereggio
la chiesa sconsacrata

Montereggio

Montereggio

19 Luglio 2008: Montereggio by night

19 Luglio 2008: Montereggio by night

Crì ed io a Montereggio

Crì ed io a Montereggio
13 luglio 2008

Mary alla finestra

Mary alla finestra
A Montereggio

ROBERTO E FIORELLA

ROBERTO E FIORELLA
coppia al bar in quel di Montereggio

Sono andati avanti.......

Sono andati avanti.......
Mauro, Rambo ed Ila